ARTE E STORIA

Fondata nel 1917 dall’archeologo Giuseppe Cultrera, la Società Tarquiniense d’Arte e Storia sembra aver ereditato le finalità statutarie della Società Archeologica di Arte e Storia (1763).

Dal 1973, Ente Morale per decreto del Presidente della Repubblica, è oggi tra le Società culturali e di Storia Patria riconosciute dal Ministero per i Beni Culturali ed è inserita nell’elenco delle Associazioni culturali della Regione Lazio.

Attualmente conta oltre 350 tra Soci onorari, Soci sostenitori e Soci ordinari; sette presidenti  hanno retto fino ad oggi il sodalizio.

La S.T.A.S. svolge una vasta attività di ricerca su temi storici, artistici, musicali, letterari, scientifici che si concretizza in convegni, conferenze, incontri, dibattiti, mostre, concerti. Tra i suoi principali scopi, quello di valorizzare il patrimonio storico-artistico locale, per cui nella sua lunga attività ha finanziato la risistemazione oltre che della propria sede, della Chiesa di San Pancrazio, della Chiesa di Santa Maria in Castello e del suo pavimento cosmatesco, di Porta Nuova e delle aree annesse, della Torre di “Dante” e dell’antica Porta Maddalena. Ha provveduto al restauro delle statue del presepio settecentesco della Chiesa del Suffragio, dei quadri del santuario di S. Maria di Valverde e della Chiesa di S. Leonardo.

Nel corso degli anni ha pubblicato numerose opere e libri; in particolare dal 1972 pubblica il Bollettino annuale – Supplemento alle Fonti di storia cornetana – diffuso sulle maggiori piattaforme online e oggetto di scambio con varie Biblioteche Nazionali e Università italiane -, in cui confluiscono ricerche e studi riguardanti le varie componenti territoriali della Provincia di Viterbo, attesa la loro interconnessione, ma anche di un ambito più vasto e atti di conegni.

Palazzo dei Priori (XIII sec.), sede dell’Associazione, custodisce inestimabili fondi d’archivio riguardanti le famiglie cornetane dei Falzacappa, Quaglia, Bruschi e Falgari, i protocolli del notaio Tomaso di Leonardo del ‘500, registri parrocchiali del ‘600, cronache tra cui quelle cornetane di Mutio Polidori del 1659, le memorie dei processi per i moti del 1848/49 in Corneto e, infine, i carteggi e la corrispondenza del poeta Vincenzo Cardarelli raccolti nel Centro Studi Cardarelliani, istituito nel 1979 in collaborazione con il Lions Club di Tarquinia. L’intensa attività conservativa tesa a preservare questi documenti, negli ultimi anni possibile grazie all’intesa con l’Università degli Studi della Tuscia e il supporto del Laboratorio Polimaterico dei Musei Vaticani, nel 2014 è valsa alla S.T.A.S. l’assegnazione dell’Italian Heritage Award, Premio Internazionale per la Valorizzazione dei Beni Culturali.

Nell’intento di una maggiore apertura al pubblico, di recente la S.T.A.S. ha inteso la necessità di proporre un’offerta culturale più vasta possibile con iniziative anche a livello artigianale, corsi di restauro e di formazione; ha avviato un’intensa collaborazione con altre associazioni per promuovere la propria attività e valorizzare il patrimonio di cui è tenutaria; è forte infine l’impegno a sostegno degli Istituti d’Istruzione di qualsiasi livello. Tutto ciò le consente di mantenere una programmazione di eventi ricca e articolata.

Il Presidente
Dott.ssa Alessandra Sileoni

IL MUSEO DELLA CERAMICA

La stessa sede accoglie il Museo della Ceramica, allestito grazie alla collaborazione con la competente Soprintendenza e al supporto della Fondazione Cariciv all’interno di due sale che si affacciano su via delle Torri, una delle strade più caratteristiche del centro storico di Tarquinia. Nel museo sono esposti i reperti rinvenuti nei “butti” del palazzo e i materiali della collezione Cultrera, da cui è possibile risalire ai rapporti socio-economici nonché politici che interessarono la città tra XIII e XVIII sec.

Sala 1 – I reperti dei “butti” di Palazzo dei Priori

Tra il 1993 e il 1995, per concessione dell’allora Soprintendenza per l’Etruria Meridionale, la stessa Associazione intraprese l’indagine di tre pozzi di butto attinenti a Palazzo dei Priori, dei quali solo quello detto “I Stas”, situato di fronte all’entrata del museo, è a tutt’oggi visibile.

Nel 2008, con l’intento di ricontestualizzare gli oggetti rinvenuti in tali bacini e di rendirli fruibili al pubblico, ne è stata presentata formale richiesta di prestito. I reperti in esposizione corrispondono a una minima parte dei ritrovamenti ma certamente la più significativa: ceramiche, vetri, monete, oggetti in osso e metallo che si datano dal XIII al XVII sec.

Sala 2 – La Collezione Cultrera

La raccolta comprende oltre 200 ceramiche e pochi vetri di età medievale e rinascimentale, ritrovati in scavi non controllati di pozzi di butto nel centro storico di Tarquinia.

Nel 1993, per donazione all’Associazione, questa andò a costituire il primo nucleo del museo. Nello spirito di recupero e valorizzazione del patrimonio storico locale che aveva animato l’intera vicenda, si decise di intitolare la collezione all’archeologo Giuseppe Cultrera, figura di spicco nel panorama culturale della Corneto-Tarquinia di inizi ‘900, fondatore e primo presidente della Società Tarquiniense d’Arte e Storia.

Della raccolta sono esposti i pezzi maggiormente conservati, che sebbene avulsi dal loro contesto originario, rappresentano una testimonianza insostituibile per la conoscenza delle produzioni ceramiche che giunsero a Corneto tra XIII e XVIII sec. e dei suoi interlocutori commerciali e politici in tali epoche.